Una lettera al direttore

Ho spedito questa e-mail alla rubrica di Repubblica Lettere al Direttore,  il 7 settembre 2008. Spero in un commento da parte di Vittorio Zucconi, un giornalista che stimo molto.

Stimato direttore,

sono un insegnante di scuola superiore che lavora in un edificio costruito alla metà degli anni ’70 (centro scolastico omnicomprensivo di Corsico, alle porte di Milano), progettato perché gli studenti seguissero i corsi di vario livello di difficoltà tenuti dai docenti (più o meno come all’università, per capirci) e non fossero invece costretti nelle tradizionali classi. Per questo motivo tutto l’edificio è costellato di entrate e uscite che creano oggi solo problemi di sicurezza, dato che quella riforma della scuola non è stata mai attuata, nonostante la buona intenzione degli amministratori di allora e dei loro architetti. Non si può dire altrettanto dei ministri.

In tanti anni né il sistema dei debiti, né quello degli esami di riparazione sono riusciti ad evitare il sistema-sanatoria, ovvero la bocciatura degli studenti in TUTTE le materie (anche quelle che sanno)  o la promozione degli studenti in TUTTE le materie (anche quelle che NON sanno). Io credo che lo studente dovrebbe invece essere promosso nelle materie che ha studiato e bocciato in quelle che ha dimostrato di non conoscere. A ognuno secondo il merito.

E’ così vano sperare che finalmente possa essere attuata quella riforma che negli anni settanta sembrava così imminente agli amministratori di Corsico e che oggi appare invece così lontana? Forse allora io potrei finalmente insegnare in una struttura coerente con la finalità per cui è stata progettata e – ben più importante – la scuola italiana guadagnerebbe quella serietà che nessun cinque in condotta potrà mai garantirle.

prof. Giulio Picciolini

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