E’ giugno: sbocciano gli esami

Oggi in tutte le scuole d’Italia si sono insediate  le commissioni per gli esami di stato.

Solito rituale: prof che arrivano da scuole diverse dovranno lavorare insieme per 15-20 giorni. E così grazie alla bacchetta magica della fata del ministero, i prof si sono trasformati in commissari.

C’è un po’ di stanchezza, ma guardare il calendario e stabilire la mèta aiuta a continuare il lavoro.  Il presidente comincia la sua paziente opera di mediazione, mentre le frizioni tra commissari interni ed esterni fanno scoccare le prime scintille.

Gli adempimenti burocratici non mancano e non sempre il software è un aiuto. Come mai? Il computer messo a disposizione della Commissione è perfettamente funzionante, il programma per la conduzione degli esami è stato correttamente installato, ma… i dati non sono stati inseriti.   Il fatto è che non sempre i database si parlano. Certe volte le lingue sono diverse. Eppure i traduttori non dovrebero mancare. Forse le politiche commerciali delle aziende di software che circolano intorno al Ministero non sono perfettamente compatibili con le esigenze di servizio?  In tal caso si è costretti a reintrodurre manualmente dati che potrebbero essere esportati in un attimo da un archivio già esistente e re-importati in quello nuovo. Più o meno come quando sul modulo cartaceo ci chiedono continuamente dati anagrafici che i sistemi hanno acquisito migliaia di volte e che conoscono benissimo. A che pro?

Tempo perso e lavoro di nessuna soddisfazione. Ma necessario.

Si dividono gli incarichi e si aprono i faldoni con i fascicoli dei candidati: tante storie diverse. E’ la parte più interessante. Scorrono le foto e scorrono le pagelle degli ultimi 5 anni. Questi candidati da ragazzini sono diventati giovanotti o signorine e ora chiedono di superare quel rito di iniziazione che si chiama “Esame di Stato”.

Alcuni studenti mi hanno chiesto di raccontare un po’ gli Esami di Stato visti dall’altra parte, quella dei prof. Lo faccio volentieri, sul loro blog a cui vi rimando.

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