Il gelsomino notturno

Analisi e interpretazione della poesia di Giovanni Pascoli “il gelsomino notturno”


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  1. E s’aprono i fiori notturni,
    nell’ora che penso a’ miei cari.
    Sono apparse in mezzo ai viburni
    le farfalle crepuscolari.

    Da un pezzo si tacquero i gridi:
    là sola una casa bisbiglia.
    Sotto l’ali dormono i nidi,
    come gli occhi sotto le ciglia.

    Dai calici aperti si esala
    l’odore di fragole rosse.
    Splende un lume là nella sala.
    Nasce l’erba sopra le fosse.

    Un’ape tardiva sussurra
    trovando già prese le celle.
    La Chioccetta per l’aia azzurra
    va col suo pigolìo di stelle.

    Per tutta la notte s’esala
    l’odore che passa col vento.
    Passa il lume su per la scala;
    brilla al primo piano: s’è spento…

    E’ l’alba: si chiudono i petali
    un poco gualciti; si cova,
    dentro l’urna molle e segreta,
    non so che felicità nuova.

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