pikaia

pikaia

 

da: http://www.3d-art.co.uk

Dice il prestigioso semiotico russo (o sovietico, forse è più esatto)  Jurij Lotman nell’introduzione a Tipologia della cultura (Bompiani, 1975):

L’uomo nella lotta per la vita è inserito in due processi: nell’uno interviene come consumatore di valori materiali, di cose, nell’altro invece come accumulatore di informazione. Ambedue sono necessari all’esistenza. Se all’uomo come creatura biologica è sufficiente il primo, la vita sociale presuppone ambedue.

Mi sembra una folgorante analisi della società (non necessariamente di massa ma soprattutto di quella), alla luce del dualismo natura/cultura. La società è un territorio di confine: è sia natura che cultura. Diversamente non potrebbe essere. Tracciare un confine significa infatti dividere: di qua la natura, di là la cultura. Ma è proprio così? E’ sempre così facile dividere? Oppure si tratta solo di distinguere le parti? E allora dividiamo, ma solo per imparare a conoscere le parti di un insieme. E solo le parti infatti possono comporre un insieme. Come si fa quando si compongono i mosaici. Natura e cultura: dividiamole pure, ma per capire che sono parti inscindibili  e inalienabili dell’individuo e quindi della società.

Se almeno superficialmente è facile definire la natura attraverso la descrizione dei comportamenti coattivi che essa stessa regola negli individui (il palpito del cuore, il colore della pelle, ecc..),  più problematico è definire cosa sia cultura. Ogni comportamento che implica una scelta è sicuramente un comportamento culturale. Ma può diventare naturale? A questo proposito Lotman dice che [… la cultura è] l’insieme di tutta l’informazione non ereditaria e dei mezzi per la sua organizzazione e conservazione.

Molteplici sono le conseguenze che derivano da questo principio, tra cui la non-facoltatività della lotta per l’informazione, cioè della cultura, per la sopravvivenza umana. In sostanza si presuppone nei fatti la possibilità costante di trasformazione del patrimonio ereditario culturale in patrimonio ereditario biologico. Ne risulta la non-immutabilità del patrimonio  genetico, che filtra l’informazione trattenendo ciò che serve alla sopravvivenza. E questo è uno dei motori dell’evoluzione.

Il grande mosaico della teoria dell’evoluzione descritto da Darwin, di cui ricorre nel 2009 il bicentenario della nascita, si arricchisce di  altri tasselli, di ulteriori conferme.

Sul web una delle migliori celebrazioni di questo 200° anniversario è la recente apertura di Pikaia, il portale dell’evoluzione, collegato all’Università degli studi di Milano Bicocca, Dipartimento di Scienze Umane per la formazione.

La pikaia (Pikaia gracilens) è uno dei cordati più antichi che si conoscano. Visse nel Cambriano medio (circa 505 milioni di anni fa) :  dei cordati , organismi di diversa forma e complessità ma che hanno in comune la corda dorsale, in particolare degli emicefalocordati, fanno parte i mammiferi, e quindi l’uomo.

Pikaia ha pubblicato anche  http://www.darwin2009.it, ovvero il sito della Mostra Darwin 1809/2009 dove sono reperibili tra le altre cose, cartoon, immagini e video.

Segnalo Diversi ma uguali che mostra l’evoluzione simultanea di tre embrioni: di pesce, di uccello e di mammifero.

La mostra ha tre sedi:  Roma, Milano, Bari

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