Mali Huriye

Mali Huriye

Mali Huriye: “Non sono libero”. Poesia rap palestinese.
DAM è uno dei più famosi gruppi rap palestinesi. Formatosi nel 1999, è composto da Tamer Nafar, 27anni, da suo fratello Suhell, 23, e da Mahmoud Jreri, 24. Tutti e tre sono nati e cresciuti nelle baraccopoli di Lod, una città di Arabi ed Ebrei, a circa venti 20 km a nord-ovest di Gerusalemme. Una città piena di storia, Lod:  di origine greco-romana, è oggi in pratica l’aeroporto di Israele, o meglio di Gerusalemme. Nei pressi di Lod c’è infatti l’Aeroporto Internazionale Ben Gurion, proprio sull’autostrada Gerusalemme – Tel Aviv.

Aeroporto Ben Gurion (Lod, Israele) da Google Earth.

Aeroporto Ben Gurion (Lod, Israele) da Google Earth.

Il brano tradotto in Italiano potete ascoltarlo qui:
http://www.dampalestine.com

Non sono libero

Tamer:
Abbiamo vissuto così per più di 50 anni
Come prigionieri dietro le sbarre dei paragrafi
Degli accordi che non cambiano niente
Non abbiamo veduto alcuna luce e se diamo una occhiata fra le sbarre
Noi vediamo un cielo blu e nubi bianche
Nel centro una stella mi ricorda che non posso andare dove voglio.
Ma no, sono forte, rimango ottimista
Non limiterete la mia speranza con un muro di segregazione.
E se questa barriera sarà costruita fra me e la mia terra
Ancora sarò collegato alla Palestina
Come un embrione al cordone ombelicale
I miei piedi sono radici di olivo
Che mantengono vivi i rami, generando nuove foglie
Ogni ramo
Cresce per la pace
Ogni ramo
Sotto la pressione dell’occupazione
Rifiuta di salire verso il cielo
Perché non ho la libertà?
Perché rifiuto di vivere nella schiavitù.

Coro:
Dovunque vado vedo confini, che imprigionano l’umanità
Perché non posso essere libero come altri bambini in questo mondo?
Dovunque vado vedo confini, che imprigionano l’umanità
Perché non posso essere libero come altri bambini in questo mondo?

Mahmoud:
Abbiamo cercato la pace fra i Generali
Fino a che siam tutti diventati bambini di guerra
Che chiedono la libertà dalle prigioni che ci vogliono
Con gli occhi chiusi e ciechi
I nostri occhi che fissano i bambini liberi
Ci danno la speranza di una vita migliore
Quando i nostri capi parlano,
Aprono le loro bocche ma chiudono fuori la speranza
Usiamo il potere a causa della nostra debolezza
Così la vita ci cura con gentilezza
Sappiamo di non poter decidere del nostro destino
Così abbiamo provato ad afferrarlo con le nostre mani ed è morto
Tutto quel che chiedevamo era un respiro
E che cosa abbiamo sacrificato per esso?
Un altro respiro
E allora mi dite
Perché non posso essere libero come gli altri bambini di questo mondo?

Coro:
Dovunque vado vedo confini, che imprigionano l’umanità
Perché non posso essere libero come altri bambini in questo mondo?
Dovunque vado vedo confini, che imprigionano l’umanità
Perché non posso essere libero come altri bambini in questo mondo?

Suhell:
Non voglio vivere sulle mie ginocchia
Piuttosto morirei
Ancora vedo l’occupazione
Allungare la sua mano
Non per la pace, non per l’uguaglianza
Non per proteggere le cose intorno a noi
Ma per soffocarmi
Un altro massacro
E un muro separa me da me stesso
Gli Stati Uniti hanno posto la loro cinquantunesima condizione
La pulizia del Medio Oriente dai suoi nativi indiani
Ci battono prima e poi ci biasimano
Ma tutti i più grandi eserciti nel mondo
Sono deboli contro la speranza dei bambini

Coro:
Dovunque vado vedo confini, che imprigionano l’umanità
Perché non posso essere libero come altri bambini in questo mondo?
Dovunque vado vedo confini, che imprigionano l’umanità
Perché non posso essere libero come altri bambini in questo mondo?

Bambina che leggi poesie:
Vogliamo una generazione arrabbiata
Per arare il cielo, per fare scoppiare la storia
Per far scoppiare i nostri pensieri
Vogliamo una nuova generazione
Che non dimentica gli errori
Che non si piega
Vogliamo una generazione di giganti

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