Il potere della lupa

Il potere della lupa

La lupa capitolina non è etrusca, è di epoca medievale e cioè collocabile tra l’VIII e il XIV secolo. L’8 luglio 2008 è stato reso ufficialmente noto il risultato della datazione al radiocarbonio, che ha confermato l’ipotesi già formulata dalla prof.ssa Anna Maria Carruba che l’aveva restaurata tra il 1997 e il 2000 e che aveva osservato che la fusione a cera persa con un sol getto è tipica dei bronzi di epoca medievale.

Questa scoperta ovviamente non toglie nulla al valore di un’opera che attraversa i secoli. Pur non essendo questa la lupa danneggiata da un fulmine sul Campidoglio e di cui parla Cicerone, il valore – anche simbolico – della lupa capitolina è enorme per tutti coloro che vollero riallacciarsi alla potenza dell'”antica Roma”. Mussolini, compreso, che inviò diverse copie della lupa capitolina in America. Ma molti altri ben prima di lui.

Anzi si può a questo punto affermare che la lupa stessa – oggi conservata ai Musei Capitolini – fu costruita come un cimelio per attestare la continuità tra Impero romano e papato, tra antichità e medioevo. I segni sulle zampe sono difetti di fusione e non danneggiamenti derivanti dal fulmine che avrebbe colpito la lupa del Campidoglio e svelano un pezzettino del mistero di quest’opera che papa Sisto IV della Rovere donò alla città alla fine del XV sec., quando vi furono aggiunte le due statue dei gemelli. Ma dal X secolo almeno fino ad allora processi ed esecuzioni erano stati celebrati sotto la sua simbolica autorità nel palazzo del Laterano, sede papale per circa mille anni: dal IV sec. fino al Rinascimento.

Quella era la sede donata da Costantino al Papa e in quel luogo quella lupa attestava la continuità tra il potere del papa e quello dell’antica Roma. La lupa è infatti connessa al mito di Romolo e Remo, i figli di Rea Silvia e di Marte che, gettati nel Tevere, furono trovati dalla lupa che li allevò sul Palatino.

Uno dei tanti miti di bambini salvati dalle acque diventati poi fondatori di civiltà.

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