Il Re di maggio

24 aprile 2015, vigilia del 70° della Liberazione. Tra gli altri video “resistenziali”, mando sulla LIM anche quello di cui riporto la copertina e che trovate qui (durata 1:49. “Lo reggono”, penso). Subito – appena parte il filmato – s’alza una voce dal fondo: “Ma questo chi è? Il nonno di quello che...
San Benedetto e la rondine

San Benedetto e la rondine

Alla macchinetta delle bevande oggi qualcuno mi ha detto che San Benedetto… è un’acqua minerale. E’ vero. Tutti conoscono le bottiglie di plastica con la rondine e la fontana. Nessuno conosce invece, pare,  il povero san Benedetto, che è un personaggio storico non proprio trascurabile. Inutile insistere, di fronte a tanta evidenza. Dalla macchinetta esce una bottiglia con etichetta “San Benedetto”: ed è acqua minerale. – Va bene, allora almeno domandati perché, sul logo dell’acqua minerale c’è una rondine, dico io. – Come? C’è una rondine sulla bottiglietta? Eh sì. Come mai? Ma che c’è di strano? Le rondini non bevono l’acqua? – Non più di cammello perché non metterci un cammello allora sulla bottiglia? E più logico. Lui ha ben due gobbe piene d’acqua; la rondine con il suo becco può berne solo qualche goccia. Ma tu vedi dove va a ficcarsi la pubblicità! Tutto nasce dal proverbio popolare “San Benedetto la rondine sotto il tetto”. Sfortuna volle che la festività di San Benedetto, patrono d’Europa, austero monaco del VI sec. fondatore di un ordine a dir poco fondamentale per la storia della civiltà europea, cadesse il giorno 21 marzo, ovvero all’inizio della primavera, quando tornano le rondini sotto i tetti delle case europee dopo aver svernato in luoghi più caldi. Ma il 21 marzo cade quasi sempre di Quaresima, un periodo penitenziale, quindi in tempi più gaudenti si è spostata la festività del santo all’11 luglio, quando il clima estivo consente di festeggiare meglio. Il proverbio però, quello non si può cambiare e quindi il santo è rimasto abbinato alla rondine primaverile. E la pubblicità giustamente approfitta per appiopparci la bottiglietta con la...

Gratitudine…

Il bello di questo bigliettino – recapitatomi firmato collegialmente dagli studenti di una quinta a fine anno scolastico insieme ad un mazzo di fiori giallo – sta tutto in quel “meno noiose”, che è come dire: effettivamente le lezioni erano “noiose”, ma apprezziamo lo sforzo: ce l’ha messa tutta per porre rimedio, anche se non c’è riuscito, Grazie. Un capolavoro di eufemismo e di ironia, due figure retoriche che padroneggiate da maestri. Grazie ancora una volta per avermi riportato con i piedi per terra. E a voi un grande in bocca al lupo, anzi no: gli animalisti giustamente avrebbero da ridire e poi comunque povero lupo. Quindi: buona...
Test per gli esami di stato: Italiano e Storia

Test per gli esami di stato: Italiano e Storia

Elenchiamo per comodità i test utili per prepararsi agli esami di Stato. Potete inserire un qualsiasi identificativo, non sarà mai controllato. Ci serve solo per avere un’idea di quanti effettuano il test. Grazie. E a tutti: buona fortuna! Storia del Novecento 10 domande sul XX secolo Medio Oriente Razzismo e Imperialismo I - Ideologie razziali dell'Ottocento Razzismo e Imperialismo II - Le guerre dell'oppio Risorgimento L'Italia dopo l'Unità Calendario civile italiano essenziale Colonialismo italiano in Africa (1869 - 1896) Guerra Fredda Prima Guerra Mondiale Rivoluzione Russa L'Italia nella Prima Guerra Mondiale Fascismo Nazismo Seconda Guerra Mondiale L'Italia nella Seconda Guerra Mondiale Guerra di liberazione Guerra di Liberazione: il partigiano Renato Viola (mirko) Nascita della Repubblica Italiana Letteratura del Novecento Neorealismo Kafka Umberto Saba Alberto Moravia Ernest Hemingway Pascoli Gabriele D'Annunzio Italo Svevo Luigi Pirandello Giuseppe Ungaretti Eugenio Montale Salvatore Quasimodo Poesie di Wislawa Szymborska Super...
La guerra dimenticata

La guerra dimenticata

E’ la guerra di Liberazione la guerra dimenticata. “Perché prof? L’Italia ha mai avuto una guerra di Liberazione?”. Dopo quasi 70 anni di Repubblica, ecco qua: proprio un bel risultato. Non è un risultato casuale, l’ignoranza va coltivata con metodo e la scuola ha ottimi metodi per coltivare l’ignoranza. Ad esempio: mai domandarsi nell’ora di Storia “che giorno è?” e collegare la data al calendario civile. Si potrebbe dare l’impressione – DISTORTA e CONTRO NATURA – che la storia NON sia l’innocuo studio del passato. Sta di fatto che la Resistenza è per i più l’unità di misura di opposizione di un corpo alla corrente elettrica e Ferruccio Parri un illustre sconosciuto. Pertini pure. Anzi, no. Mi correggono due studenti: Parri è il nome di una via, Pertini di un parco e di una scuola. Ah, beh… meno male, mi sento già meglio. Chi poi si domandasse che cosa sia la guerra di Liberazione, l’unica vera rivoluzione italiana subito soffocata dal gattopardismo fascista, può provare a cercare qui qualche risposta Buon 25 aprile...