Il web 3.0 e la scuola: dodici anni dopo

Il web 3.0 e la scuola: dodici anni dopo

1. Il web 3.0 è il web semantico, espressione che risale ormai a più di 12 anni fa e con la quale si intendeva definire il passaggio ad un web di documenti abbinati ad informazioni che ne specifichino il contesto semantico al fine della rielaborazione automatica dei contenuti. 2. Con buona pace di tutti, il più grande contributo allo sviluppo del web semantico è stato dato in questi 12 anni dalla filosofia “Open”, ovvero: Open Source (codice sorgente aperto) Open Access (ampia disponibilità di contenuti privi di proprietà intellettuale) Open Content (idem, ma riferito non solo ai testi scritti,ma a nche a quelli multimediali) Open Government (la pubblica amministrazione aperta ai cittadini) Open Data (veicolazione dei dati della PA privilegiando internet) 3. Il web 1.0 era costituito da pagine statiche collegate tra loro; il web 2.0 da pagine che si collegano anche a basi di dati interrogandole opportunamente; il web 3.0 è composto non più da sole pagine, ma anche da applicazioni in grado di sostituirsi all’utente nella ricerca delle informazioni perché in grado di interpretare i significati dei testi: ancora non ci siamo. 4. Il web 3.0 richiede la trasformazione del web dall’enorme base di DATI che già è (anche se questo processo è infinito ovviamente) ad una altrettanto enorme base di METADATI, cioè di collegamenti tra i dati in relazione ad uno schema in grado di sfruttare classi di dati (i meta-dati, appunto) per le finalità proprie dell’applicazione che si vuole costruire. Tuttavia non è così semplice: la mappatura dei dati è enorme e far comprendere alle applicazioni i significati dei testi è arduo perché ciò prescinde...
Milano letteraria

Milano letteraria

Una iniziale mappa di percorsi letterari a Milano. Visualizza Milano letteraria in una mappa di dimensioni maggiori Monumento a Carlo Porta: via Brolo, angolo via Larga Coss’el voeur Ezzelenza che responda: ch’el diga quell ch’el cred che l’e’ patron, e s’el ghe paress pocch damm del cojon ch’el doreuva ona parolla pu’ redonda. E che … Monumento ad Alessandro Manzoni: piazza san fedele Casa Manzoni, via Gerolamo Morone,1 Via Marina Il grande viale alberato, disegnato nel 1787 dall’architetto Giuseppe Piermarini, collega via Palestro a Via Senato. Storica via del centro, in passato popolata dal passaggio delle carrozze Casa di Carlo Porta Vi abitava Carlo Porta. La sua casa era luogo d’incontro di letterati. Lo scrittore istituisce la “Cameretta Portiana” cui aderirà, tra gli altri Giovanni Berchet Casa Berchet 20122 Milano via Cino del Duca, 2 Berchet introdusse il termine romanza, utilizzato per definire un genere letterario (carme storico e narrativo) Casa Merini. Atelier della parola giovane 20143 Milano La riproduzione della camera della poetessa con oggetti provenienti dalla casa di Ripa di Porta Ticinese dove la Merini visse, con il letto, i suoi vestiti, il pianoforte, i rossetti e l… Monumento a Giuseppe Parini piazza cordusio L’incarico di progettare e realizzare la base del monumento fu affidato nel 1898 all’architetto Luca Beltrami, mentre allo scultore Luigi Secchi fu commissionata la realizzazione della...
Zotero e i software di gestione bibliografica

Zotero e i software di gestione bibliografica

Zotero è un software di gestione bibliografica, cioè uno strumento evoluto per l’archiviazione dei documenti, per la biblioteca e lo studio on line. E’ gratuito ed in costante evoluzione a partire dal 2008. Originariamente sorto come estensione al browser Firefox, nel corso del tempo si è evoluto in forma “stand-alone”, pur essendo comparsi nel frattempo vari plugin Zotero per altri browser, in primis per Chrome e Safari, o per altri prodotti open-source di editoria on line Certo ci sono tanti modi per gestire le bibliografie: in questo campo è stato sempre difficile in passato avere delle buone pratiche condivise. Ma con l’avvento della cultura digitale, la necessità di scambio di informazioni è cresciuta esponenzialmente e la comunità dei ricercatori e dei bibliotecari ha cominciato a sviluppare una forma di interoperabilità che superasse i confini nazionali. A tal scopo si è pensato di usare un sistema di metaname (cioè di descrizione dei documenti) universale. Dublin Core è il più importante di questi tentativi, l’unico che possa vantare ormai una solida convergenza tra istituzioni culturali internazionali. Il Dublin Core (dal nome della città americana nell’Ohio) è un sistema di metadati costituito da un nucleo di elementi essenziali ai fini della descrizione di qualsiasi materiale digitale accessibile via rete informatica. Potete approfondire su wikipedia italia, e qualcosa in più si trova sul wiki inglese Ebbene Zotero utilizza i Dublin Core, ed anzi contribuisce al loro sviluppo favorendo nei fatti l’interoperabilità tra i sistemi bibliotecari. Ogni anno si svolge una conferenza sui sistemi Dublin Core, definita dalla sigla DC-Anno. Il DC-2012 è previsto a settembre in Malaysia: vedete il logo in alto in questa...
Crossworlds

Crossworlds

Crossworlds è un database multimediale in continua evoluzione che racconta le tante vite degli immigrati in Italia. Creato da Giuseppe Albeggiani, il maggiore esperto italiano del marketing multietnico e fondatore di etnocom etnomarketing, Crossworlds è essenzialmente un archivio fotografico che documenta il cambiamento demografico della popolazione italiana. Crossworlds è anche un luogo. Un luogo in cui si parla seriamente della presenza degli stranieri in Italia senza dover contestualmente tirare in ballo le categorie dell’emergenza, del sovraffollamento e della criminalità. Graficamente l’idea è molto originale;  il titolo Crossworld richiama di per sé la parola Crosswords, cioè le parole crociate. E di parole crociate si tratta. Ma le caselle contengono il link alla storia di tanti italiani, emigrati dai più vari Paesi del mondo per diventare cuochi, commercianti, imprenditori… insomma Italiani. Attualmente Crossworlds è composto da 4 sezioni: Immigrati brava gente DI LEI – donne globali raccontano Fornelli d’Italia Borgo Punjab Chiunque – se vuole – può partecipare, realizzando un documento Crossworlds.  Basta scrivere una email a info@etnocom.com e proporre foto, audio, video, testo. O un’idea. Crossworlds non parla degli stranieri in Italia, parla degli Italiani. Quelli che stanno costruendo la nuova Italia. Un’Italia colorata che è la speranza di tutti. » Visita...
Le razze umane NON esistono

Le razze umane NON esistono

Pare che ancora circolino idee poco chiare in merito alla questione delle razze umane. Certi pregiudizi sono duri a morire e non fa dunque male ribadire come stanno le cose: 1. Le razze umane NON esistono. La confusione in merito deriva dal fatto che qualcuno confonde le caratteristiche morfologiche ben definite presenti nelle varie etnie umane, sviluppate per adattamento ambientale, con le razze. Ma allora per favore parliamo di etnie, di popolazioni, non di razze. 2. La parola razza, estesa all’uomo, è decisamente GENERICA e identifica un pregiudizio basato principalmente sul colore della pelle, talmente generico che non è nemmeno in grado di identificare una etnìa. Esempio: per noi europei, un africano di pelle scura sarà genericamente di razza “nera”, ma con il termine “nero” non distinguiamo certo l’etnia di appartenza (bantù, watusso o pigmeo, ecc…) 3. Perché si possa parlare di “razza” occorrerebbe una quantità di geni (segmenti di DNA) differenti che NESSUN BIOLOGO ha mai osservato tra gli uomini (li si è osservati invece tra i cani, le scimmie, ecc..). Anzi, i biologi nell’uomo hanno osservato il contrario. Studiando il patrimonio genetico proveniente da persone appartenenti a popolazioni diverse, i biologi hanno scoperto che quasi tutti i geni umani sono già presenti in un solo gruppo di persone. In pratica ognuno di noi è diverso dagli altri solo per l’un per mille del suo DNA. E – quel che più conta – è che questo un per mille  differente si può verificare, ad esempio, più tra due bianchi o tra due neri che tra un bianco e un nero. 4. Povero Einstein! Certo che Albert Einstein aveva...